Founders at work

sabato, 9 febbraio 2008 11.17 by Marco Bellinaso

Lo sapevate che l'idea alla base della web-mail di HotMail è nata per la personale esigenza dei suoi due co-fondatori, che mentre erano al lavoro su un altro loro progetto (dall'interno di un'altra azienda dove svolgevano il loro "vero lavoro" di ingegneri) erano costretti a passarsi informazioni e materiale tramite floppy-disk perchè i firewall aziendali non permettevano loro di accedere ai loro account di posta esterni? Lo sapevate che Flickr è nata come side-project mentre i due co-fondatori (marito e moglie) stavano sviluppando un gioco online multiplayer (che poi hanno dovuto abbandonare per seguire solo la vera gallina dalla uova d'ora)? Lo sapevate che ad un certo punto della sua storia, prima di essere acquisito da Google, Blogger andava così male che il fondatore ha dovuto licenziare tutti i dipendenti (suoi amici) e lasciare anche l'ufficio, riuscendo fortunatamente ad ottenere gratuitamente una scrivania presso l'azienda di un tipo che seguiva il suo blog personale e voleva aiutarlo?

Questi sono solo alcuni dei moltissimi retroscena curiosi che si scoprono leggendo "Founders at Work", una collezione di 32 interviste svolte da Jessica Livingstone (una dei soci di Y Combinator, famosa società di finanziamenti per startup in fase embrionale) ad altrettanti fondatori di società che "hanno fatto il botto": PayPal, Del.icio.us, Excite, Flickr, Gmail, Blogger, Yahoo!, RIM, Apple, Adobe, Lycos, TiVo e altre. Alcune sono società basate su siti/servizi web 1.0, altre su siti/servizi web 2.0 (giusto per usare la classificazione ormai semi-ufficiale) e altre su hardware, ma comunque tutte hanno a che fare con la tecnologia. Guidati dalla intervistatrice, i fondatori raccontano come abbiano avuto l'idea originale, come questa si sia evoluta nel tempo, quali sono stati i momenti brutti e come hanno raggiunto il lieto fine. Spesso quando si legge qualcosa del tipo "X è stato acquisito da Y per Z milioni di dollari", magari riferito ad una società famosa da un solo anno, la reazione è di pensare "ma pensa questi che botta di...". In realtà leggendo queste interviste si capisce come la gente da cui sono nati questi successi siano persone effettivamente eccezionali e non solo fortunate; oltre ad essere ovviamente molto intelligenti sono stati in grado di pensare a idee originali e innovatrici (sia per la tecnologia di fondo, sia per il modello di business), e sono stati abbastanza tenaci, pieni di passione e fedeli alle proprie idee (o speranze) da riuscire ad arrivare fino in fondo rischiando il tutto per tutto, spesso investendo tutto il proprio denaro personale (e più...) oltre che al loro tempo. Di certo non una cosa che farebbe chiunque.

Leggendo come alcuni si siano trovati a dormire sul divano di un amico o non abbiano dormito per giorni interi per finire un prototipo (e poi abbiano dormito 2-3 ore a notte nei mesi successivi...), o delle scelte che alcuni hanno dovuto affrontare quando erano completamente al verde e gli investitori non erano interessati al loro progetto, alla fine spesso mi sono trovato a pensare "beh, se l'è proprio meritato, altro che fortuna!". Insomma una bella lettura, appassionante e che sprizza passione da tutte le pagine. Forse non vi cambierà la vita...o forse si. Forse l'Italia non è il posto migliore per fare gli imprenditori con prodotti e servizi di questo tipo, ma se solo il libro riuscisse a dare un po' più di entusiasmo per il proprio lavoro, allora sarà già un successo. Se poi a qualcuno venisse voglia di creare il sito o il software che ha sempre sognato, tanto meglio! Del resto, non occorre fare i milioni per essere soddisfatti ed appagati di quello che si realizza, no? Wink

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Commenti

febbraio 12. 2008 12.29

Eugenio Leo

Giusto, approvo la parte finale e mi hai convinto, lo leggero!!
...presto commenterò il post precedente... ih ih...

Eugenio Leo

gennaio 12. 2010 10.22

plastic surgery charlotte

Thanks for Flying

An airline pilot wrote that on this particular flight he had hammered his ship into the runway really hard. The airline had a policy, which required the first officer to stand at the door while the passengers exited, give a smile, and a "Thanks for flying XYZ airline." He said that in light of his bad landing, he had a hard time looking the passengers in the eye, thinking that someone would have a smart comment, but no one seemed annoyed.

Finally everyone had gotten off except for one little old lady walking with a cane. She approached and asked, conspiratorially, "Sonny, mind if I ask you a question?"

"Why no Ma'am, what is it?"

"Did we land or were we shot down?"




Regards
Applebaum

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febbraio 15. 2010 07.10

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marzo 22. 2010 14.53

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