Aggiungere la copertina a tutti gli album di iTunes in un passo

venerdì, 28 marzo 2008 23.10 by Marco Bellinaso

Da qualche giorno possiedo un iPhone e oggi ho cominciato a copiarci sopra un po' dei miei album musicali preferiti, per usare le sue funzioni di iPod. Una delle cose più carine dal punto di vista grafico è il browing degli album tramite l'interfaccia Cover Flow, che permette di navigare tra le varie copertine mostrate in prospettiva 3D. Quando poi si ascolta una canzone viene ovviamente mostrata la copertina dell'album relativo. Tutto bello, ma io non mi sono mai preoccupato di trovare le copertine in JPEG dei CD rippati...quindi niente di tutto questo per me. iTunes ha una funzione che permette di scaricare automaticamente la copertina di un album, peccato che per poterla sfruttare bisogni avere un account su iTunes Store...e peccato che per avere un account su iTunes Store bisogni per forza fornire una carta di credito. Queste, btw, sono proprio le cose che odio di Apple: mi sta pure bene dovermi registrare per avere un servizio, ma perchè devo fornire il numero di CC se non intendo acquistare nulla? Non sarebbe più corretto chiedere il numero solo al momento del primo *eventuale* acquisto? Perchè non proporre una registrazione "più leggera" che consenta solo di sfruttare le funzioni gratuite?

Cercando velocemente un qualche software alternativo che mi scaricasse automaticamente le cover, ho trovato iArtwork. Questa utility recupera direttamente dalla libreria di iTunes installato localmente l'elenco dei propri album, scarica da vari siti web le copertine per quelli che ne sono sprovvisti, e sempre automaticamente aggiorna l'informazione relativa su iTunes. Perfetto, non potevo chiedere di meglio! Avrei potuto chiedere che il tool costasse poco...ma è addirittura gratuito! (le donazioni sono bene accette però)

 

Volendo cercare il pelo nell'uovo si potrebbe dire che sarebbe stato utile poter annullare o mettere in pausa il procedimento di download e update delle cover...ma come lamentarsi di un software che a parte questo dettaglio svolge perfettamente la sua funzione, è gratuito ed è talmente semplice che richiede un singolo click per fare tutto il lavoro? 

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I vantaggi di iPhone come piattaforma applicativa

mercoledì, 19 marzo 2008 10.15 by Marco Bellinaso

Quando il 29 giugno 2007 è uscito nei negozi americani l'iPhone di Apple, a seguito dell'annuncio ufficiale di Steve Jobs alla WWDC, sono stato uno di quelli che ha minimizzato alla grande l'evento non mostrando un minimo di interesse. E per cosa mi sarei dovuto emozionare poi? Un device bloccato sui network americani, senza UMTS, ma soprattutto senza possibilità di scrivere o installare applicazioni aggiuntive! Insomma un cellulare non smart, con solo un ottimo touchscreen...che ci faccio?

Qualcosa, anzi più di qualcosa, è cambiato però il 6 marzo 2008 quando sempre Jobs ha presentato l'SDK per sviluppare applicazioni native (contro lo sviluppo di mini-siti web specializzati per iPhone, come era possibile fare sino a quel momento). Il piano era già chiaro ad ottobre 2007, ma erano solo parole...subito dopo l'ultimo annuncio invece è stato reso live l'iPhone Dev Center, dove scaricare l'SDK (2,1GB), centinaia di pagine di documentazione (sul linguaggio Objective-C, il framework Cocoa per Mac OSX e Cocoa Touch per iPhone e iPod Touch), vari esempi di codice, video, FAQ ecc. Insomma è stato un grande lancio, con un supporto ai livelli delle nostre tecnologie di casa Microsoft. Entro 4 giorni dal rilascio sono stati contati più di 100.000 download. Niente male, per un dispositivo che per ora ha una distribuzione tutt'altro che globale, no?

Ma perchè è così interessante per uno sviluppatore la prospettiva di poter creare software per l'iPhone? Ci sono vari motivi, legati tra loro:

1) Uniformità delle feature nei device di destinazione: quando si decide di sviluppare per l'iPhone si sa benissimo quali sono le caratteristiche del 100% dei dispositivi sul quale girerà il proprio software: c'è una fotocamera, un display con una ben determinata risoluzione, un accelerometro triassiale, un display con multitoch ecc. ecc. Essere sicuri che tutta questa roba sia presente, e funzioni esattamente allo stesso modo ovunque, dà una certa tranquillità, eccome! E' vero che la varietà dei device presente nel mondo Windows Mobile e Symbian garantisce una più veloce evoluzione, concorrenza e prezzi migliori...ma è anche vero che uno sviluppatore deve spesso fare i salti mortali per gestire i casi in cui un utente abbia una risoluzione diversa da quella usata per lo sviluppo, abbia una fotocamera con risoluzione minore che non garantisce la stessa qualità, abbia una CPU più lenta, abbia un display con colori meno forti che al sole risulta illeggibile, non sia fornito di questa o quell'altra funzionalità ecc. Apple dà una sola scelta (scegliere tra 4 e 8GB non la considero una gran scelta...), ma è quanto basta al suo target, ed è una scelta che rende la vita molto più facile per chi scrive applicazioni.

2) Feature interessanti: avere a disposizione un accelerometro triassiale, un display multitouch e un dispositivo di geolocalizzazione basato su wi-fi spot e cell towers apre le porte a tutta una serie di applicazioni interessanti impossibili da creare su altri device, perlomeno non senza aggiungere aggeggi esterni.

3) Framework completo preinstallato: Cocoa Tourch e il resto dello stack applicativo (compreso SQLite per la gestione di dati su DB) è quello che ha usato anche Apple per lo sviluppo degli applicativi forniti di default...e quindi trovate già tutto installato, su tutti i dispositivi. Questo vuol dire meno problemi per il deployment, e creazione di pacchetti il più piccolo possibili. Il framework fornito vi permette di usare facilmente tutte le varie funzionalità del dispositivo (contatti, fotocamera ecc.), e di gestire gli eventi di movimento, posizione cambiata, pressione con più dita ecc. Se pensate a Window Mobile, solo recentemente sono state introdotte le classi per integrarsi con gli applicativi PIM di sistema....prima bisognava ricorrere a librerie di terze parti (da installare) o a funzioni di basso livello. Di nuovo, il problema delle librerie esterne poi è che non si ha mai la garanzia che funzionino perfettamente su tutti i device.

4) Mercato ampio: entro fine anno Apple intende arrivare a 10 milioni di device venduti. Che poi ci riesca è un altro discorso, ma se si sbagliano probabilmente non si sbaglieranno di molto. Tra l'altro, gli basterebbe accelerare l'immissione nel mercato globale. Per ora in Europa l'iPhone si trova solo in Inghilterra, Germania, Francia, Austria e Irlanda. Si parla da molto del rilascio in Italia, che sembra sempre stia per arrivare a giorni, ma per ora niente. Comunque certamente numeri di tutto rispetto per un device che a fine anno avrà solo un anno e mezzo di esistenza.

5) Semplicità di deployment: la distribuzione (a pagamento o meno) del software di terze parti avverrà esclusivamente (volendo restare nell'ufficialità) via App Store di Apple, ovviamente integrato sull'iPhone / iPod Touch. Ci sarà una sezione software dalla quale cercare ciò che ci interessa, comprarlo o scaricarlo, e averlo automaticamente installato. La facilità d'uso dovrebbe in teoria essere altissima; sia per l'utente finale che per lo sviluppatore, che non si dovrà preoccupare di installazioni. Ma non si dovrà neanche preoccupare di crearsi un sito per la vendita e del relativo marketing di base; mettendo il proprio software su App Store questo sarà facilmente accessibile a tutti i fruitori del servizio (ovviamente immagino sarà comunque possibile avere spazi più di rilievo nello store, comparire nella homepage o in cima ai risultati di una categoria ecc.). Certo, l'utilizzo dell'App Store costa 99$ (anche se intendete distribuire applicazioni gratuite) e Apple si tiene il 30% della somma pagata dai clienti (per costi di gestione, hosting, banda...e anche per guadagnarci qualcosa ovviamente)...ma del resto qualsiasi distributore vi fa pagare una cospicua percentuale (anche 40%), senza offrirvi la strettissima integrazione con il dispositivo target, l'autoinstallazione, una così grande visibilità ecc.

6) Mercato vergine: l'SDK nativo è attualmente in beta, e l'App Store dovrebbe venire aperto per le applicazione di terze parti a giugno. Sebbene attualmente esistano già parecchie applicazioncine sviluppate con "metodi alternativi", solo quando la distrubuzione sarà ufficiale e supportata il mercato sarà interessante. Non essendo ancora arrivati a quel momento, non ci sono per ora leader nelle varie categorie (utility per far questo e quello, giochini di un certo ecc.) - dato l'altissimo numero di donwload dell'SDK è facile supporre che saranno tantissime le applicazioni lanciate non appena sarà possibile farlo...ma comunque i concorrenti saranno sicuramente meno rispetto a piattaforme esistenti da molti anni. Di sicuro si tratta di un mercato interessante per chi sviluppa e intende trovarsi una sua nicchia.

7) Interesse dei finanziatori: è stato creato un fondo (coerentemente chiamato iFund...) di 100 milioni di dollari, per finanziare applicazioni che vengano ritenute "degne". Anche se immagino che alla fine saranno destinati ad aziende con un certo nome e con progetti piuttosto grossi e impegnativi, e difficilmente allo sviluppatore hobbysta con un progettino per divertirsi, questo perlomeno dimostra l'interesse che gira attorno a questo nuovo mercato. 

8) Semplicità di sviluppo: è molto difficile raggiungere la semplicità di sviluppo offerta dai tool di sviluppo Microsoft, ma comunque Apple ha un suo IDE (XCode) già installato con OSX, e l'SDK dell'iPhone aggiunge una serie di template di progetto e un emulatore (velocissimo) del dispositivo. XCode è ancora lontano da VS, ma comunque offre un designer di UI (per iPhone questo deve ancora arrivare, ma dicono che ci sarà con l'SDK definitivo...per ora la UI deve essere scritta a manina), un debugger, integrazione con un source manager, un designer di classi e altre cosette. Non è male, e comunque è meglio di quello che c'è per altri ambienti (questa l'ho solo sentita dire però...). La documentazione, gli esempi, i video e tutto il materiale di supporto completano il quadro. Certo non si trovano i centomila libri e guide non-ufficiali, ma...non è male :-)

Questo è quanto mi è venuto in mente finora...e mi pare non sia poco! Sembra che Apple stia veramente puntando sugli sviluppatori, e sembra che questi si stiano dimostrando interessati. Presto cominceremo a vedere cosa ne verrà fuori.

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Avvio rapido di applicazioni anche su XP con Launchy

mercoledì, 12 marzo 2008 11.00 by Marco Bellinaso

Sul MacBook che uso presso i clienti ho installato XP anzichè Vista, per avere un sistema più leggero che mi consenta di far girare le varie virtual machine configurate con i diversi sistemi operativi. Dopo più di un anno di utilizzo praticamente esclusivo di Vista, una delle cose di cui ho sentito di più la mancanza tornando a XP (a parte le feature developer-oriented tipo IIS7, che tanto uso solo all'interno delle VM ove necessario) è una feature semplice e banale quanto ormai indispensabile per me: la ricerca veloce all'interno del menu Start, che mi consente di trovare e lanciare un'applicazione in un attimo (senza doverla cercare tra una marea di icone sul desktop o sotto il menu Programs), o di trovare e aprire un folder magari nidificato all'inverosimile. 

Il mio collega Andrea mi ha prontamente segnalato Launchy (che in realtà esiste da ben 2 anni, ma a me solo ora è sorta la necessità...:), eccezionale utility open-source (scritta in C++) che risolve ottimamente il problema. Una volta installata e avviata questa resta in background fino alla pressione della combinazione (configurabile) Alt+Space, che rende visibile in finestrella dove digitare qualche lettera del programma / file / cartella / indirizzo web desiderato, e ottenere uno o più risultati da lanciare al volo. Non è necessario cominciare a scrivere il nome dall'inizio, vanno bene anche lettere interne (tipo "fox" per lanciare "Firefox"). L'interfaccia utente è skinnabile, e le skin di default certo non fanno brutta figura:



Se non vi dovessero soddisfare, su deviantART trovate molte skin alternative da applicare. Una delle cose particolarmente interessanti in Launchy è la possibilità di creare dei plugin per estendere le sue funzionalità e il numero di comandi che supporta. Uno tra i più comodi (che infatti è installato di default) si chiama Weby, e permette di eseguire una ricerca web sui più famosi motori di ricerca digitando Nome_Search_Engine {Tab} Parole_da_cercare {Invio}

E' importante notare una differenza sostanziale tra Launchy e la funzione di Quick Search di Vista. Launchy cerca file, folder ecc. in base al nome parziale digitato, ed effettua la ricerca solo all'interno di un elenco configurabile di folder (di default cerca tra i link sotto Start / Programs, nella cartella Program Files, nella cartella dei documenti dell'utente, e in altri posti tipici); non è però una ricerca basata su un indice dell'intero hard-disk e non è basata sul contenuto dei file. Questa "limitazione" però permette di produrre i/il risultato/i in maniera veramente istantanea. Visto che spessissimo uso la Quick Search di Vista come application launcher e non per eseguire una vera ricerca sul contenuto dei file, Launchy risulta forse anche migliore allo scopo, trasformando la limitazione in vantaggio! Magari solo personalizzando un po' la lista di folder in cui cerca, aggiungendo alcune directory di sistema, folder per i propri progetti e documenti ecc.

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Un Profiler per SQL Server 2005 Express Edition

lunedì, 10 marzo 2008 11.22 by Marco Bellinaso

Sulla mia macchina di svilluppo uso regolarmente l'accoppiata SQL Server 2005 Express + SQL Server Management Studio Express, lasciando le versioni full (e a pagamento) sui server di test e (ovviamente) di produzione. Per un ambiente di sviluppo la versione Express va benone, a parte la fastidiosa mancanza del Profiler, indispensabile strumento di analisi delle query che vengono elaborate dall'engine. Fortunatamente esiste un SqlProfiler open-source di terze parti che sopperisce alla mancanza, offrendo grosso modo le stesse funzionalità del tool ufficiale.

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Installare Linux Ubuntu su Windows o Mac OS X, in 5 minuti

giovedì, 6 marzo 2008 11.02 by Marco Bellinaso

Anche se usate regolarmente e con soddisfazione Windows per lavorare, giocare, navigare ecc. ecc., avere un'installazione Linux può essere comodo per vari motivi. I primi che mi vengono in mente sono:

  • Testare i propri siti su altri browser: FireFox per Win ha comportamenti un po' diversi da FireFox per Mac, quindi non mi fido più di nulla...
  • Testare una applicazione .NET su Mono
  • Usare un software (grafica, editing audio, source version, project management ecc.) open-source che non trovate per Windows se non a pagamento
  • Usare un servizio open-source sviluppato su Linux...che funzionerebbe anche in Windows, ma solo dopo aver installato Pyton, MySQL, Apache ecc. ecc. Dato che questi pacchetti, e i software che li usano, sono fatti principalmente per Linux, forse tanto vale eseguire la loro installazione "nativa"...
  • Studiate Informatica all'università e Linux vi serve e basta...
  • Siete semplicemente curiosi di vedere come funziona un SO alternativo a Windows e capirne pregi e debolezze...in modo da parlare con cognizione di causa quando vi trovate in una discussione "Win vs. Linux" o "OSX vs. Linux". 

Stabilito quindi che installarsi una copia di Linux può avere un senso, avete fondamentalmente 3 strade: (1) lo installate in una partizione dedicata e configurate un dual boot (2) installate da zero una virtual machine (3) usate una virtual machine già pronta!

Per chi scegliesse la strada (2), un'ottima guida passo-per-passo la trovate qui. Se invece siete pigri (o più semplicemente non ve ne frega nulla di sperimentare anche il wizard di installazione, ma volete subito andare al sodo), è possibile scaricare un'immagine di Ubuntu da far girare tramite VMWare Player (distribuito gratuitamente per Windows...per Mac dovrete invece comprare VMWare Parallels) ed essere pronti appena finito il download.

Io ho scaricato l'immagine di un disco con installata l'ultima versione (7.10) di Ubuntu Workstation (pesa circa 750 MB zippati), ma altre immagini sono disponibili per altre versioni, comprese quelle server. Una volta estratti i file dallo zip, basta fare doppio click sul file Ubuntu-7.10-desktop-i386.vmx. Il risultato lo vedete di seguito:

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Cooliris Previews: preview immediata dei link in FireFox

martedì, 4 marzo 2008 11.12 by Marco Bellinaso

Dopo l'ottima PicLens è ora il momento di un'altra estensione per FireFox sviluppata dal Cooliris Team. Si tratta di Cooliris Previews, il cui scopo è aprire i link presenti sulla pagina all'interno di un popup (di dimensione configurabili) all'interno della pagina stessa, in modo da fornirne una preview immediata. Di default il popup viene aperto al passaggio del puntatore del mouse sopra l'iconcina con la lente che Previews mostra quando si passa sopra un qualsiasi link:

 

(il rettangolo rosso attorno all'icona è stato aggiunto da me) Il popup che si apre in realtà non offre solo una preview, ma carica effettivamente la pagina linkata, permettendo di leggerla nella sua interezza e di navigarla seguendo i link interni come si farebbe normalmente. Se la pagina dovesse risultare interessante sarà poi possibile aprirla in un tab dedicato di primo livello (in modo da poterla leggere più agevolmente, o di eseguire su di essa uno dei vari comandi del browser [stampa, ricerca di testo ecc.]) tramite uno dei bottoni presenti sulla toolbar della finestra di popup:

All'uscita del cursore del mouse dall'area del popup questo verrà chiuso automaticamente. L'estensione è configurabile e permette di specificare, tra le altre cose, se il popup deve essere aperto al passaggio del cursore sopra l'iconcina di Previews, al passaggio sopra il link stesso, al click dell'iconcina o del link.

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La moda del Dark Visual Studio

domenica, 2 marzo 2008 11.26 by Marco Bellinaso

Negli ultimi tempi qualsiasi blog di sviluppatori ha parlato di "Dark Visual Studio", ovvero della personalizzazione di VS con schemi di colori con background scuro, e keyword, stringhe e il resto del testo con colori chiari e contrastanti. Eccone un esempio:

 

In realtà se ne parlava anche più di due anni fa, ma negli ultimi sei mesi sembra essere diventata una vera e propria tendenza tra i programmatori geek, grazie alla diffusione virale (sempre attravero i blog) di screenshot, file di settaggi e commenti di supporto. C'è chi dice che i dark schemes siano più leggibili e rilassanti, chi dice che facciano consumare meno elettricità, e chi dice di ricavare nuovo entusiasmo da un Visual Studio dai colori diversi. Personalmente non mi esaltano tantissimo (non mi sembrano più leggibili, e non mi piace il contrasto tra l'editor di codice scuro e gli altri pannelli bianchi dell'IDE), ma è ovviamente una questione di gusti. Se volete fare qualche prova, Scott Hanselman propone un'ottima raccolta di schemi pronti all'uso, completa di screenshot per capire a colpo d'occhio se uno schema vi piace o meno. Una volta scaricato il file, estraete dallo zip il file .vssettings e in Visual Studio andate su "Tools | Import & Export Settings..." per importare le nuove impostazioni. Vi verrà data la possibilità di fare il backup delle impostazioni correnti, così che sia facile ripristinarle se il dark theme non fa per voi...

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