Il mio consiglio per un web hosting affidabile negli USA

mercoledì, 27 febbraio 2008 11.24 by Marco Bellinaso

Avete sviluppato il miglior sito web della vostra vita, ne siete super orgogliosi e ora tutto quello che conta è mostrarlo a chiunque e veder salire il contatore delle visite? Beh, allora sarà meglio non sbagliare la scelta del servizio di web hosting che renderà accessibile il vostro capolavoro sul web; non importa quanto innovativo, accattivante e utile sia il frutto del vostro lavoro, se il web hoster si rivelerà inaffidabile, poco sicuro e lento a fornirvi supporto potete scordarvi di avere successo.

Nel corso degli ultimi 8-10 anni ne ho sperimentati diversi di fornitori, sia italiani che esteri. Molti altri li ho sentiti descrivere da amici e colleghi. Il questo post vorrei consigliare la soluzione che personalmente reputo essere la migliore per chi ha bisogno di affidabilità, serietà, un ottimo supporto tecnico, competenza...a un prezzo accettabile anche nel caso non si abbia del gran budget da investire. Sto parlando di MaximumASP, società americana molto famosa (meritatamente) nel settore. Offrono soluzioni per tutti i gusti, dagli shared hosting, ai server dedicati, alle soluzioni custom per i più esigenti (se dovete mettere su una web farm, installare firewall particolari ecc.). Non avendo bisogno di un "vero" server dedicato, ma non potendo neppure accontentarmi di uno shared hosting, io ho optato per un Virtual Dedicated Server. Al costo di circa 67€ mensili ho un Win2003 Server a 64bit, 500GB di traffico, 1,5GB di RAM (erano 768MB, ma me l'hanno proprio pochi giorni fa raddoppiata a costo zero!), 10GB di spazio su disco, 2 IP statici, backup giornaliero e una serie di licenze per componenti di terze parti. Volendo spendere meno si può anche optare per il piano da 47€, che pure resta di tutto rispetto (5GB di spazio, 768MB di RAM, 200GB di traffico, 2 IP). Niente male davvero, soprattutto considerando che un piano di pari caratteristiche spesso costa ben di più (negli USA, per non parlare in Italia dove costa anche mooolto di più) offrendo un supporto decisamente non all'altezza.

Ho sperimentato varie volte il supporto tecnico di MaximumASP, che tipicamente risponde entro un'ora (ma anche 10-15 minuti a volte) anche di sabato o domenica sera. Finora poi non ho mai avuto downtime...o perlomeno non ne ho mai avuti di abbastanza lunghi da accorgermene! Prima di dire che si trovano soluzioni con spazio infinito e una serie di gingilli inclusi a meno di questi soldi, chiedetevi se davvero è incluso un supporto tecnico che vi permette di dormire tranquilli di notte. Se il servizio o il supporto non è affidabile, quanto vi costeranno le ore o giorni di downtime per risolvere un problema, o spostarvi altrove?

NOTA: come dicevo, MaximumASP offre anche dei piani di shared hosting. Questi tipicamente costano sensibilmente meno dei piani di hosting dedicato (anche virtuale), ma in questo caso c'è l'eccezione: il costo è di ben 134€/mese! Non ho ben capito il perchè a dire il vero, dato che vi offre meno libertà, meno risorse dedicate e meno spazio...sarà probabilmente per i 500MB di spazio su SQL Server, che non avete nel piano dedicato. Nel piano dedicato potete però installarvi direttamente SQL Server Express (che va benissimo, a meno che non abbiate davvero un sito dall'alto traffico), quindi direi che la spesa più elevata non si giustifica (anche perchè la spazio su un SQL Server separato si può sempre comprare a parte...).

Un server dedicato (anche virtuale) vi permette di installarvi servizi e software aggiuntivi, fare un iisreset o riavviare la macchina quando ne avete bisogno, copiare componenti in GAC, usare componenti COM+, collegarvi in Remote Desktop, ospitare un numero illimitato di siti (avete 2 IP fissi, ma potete associare siti multipli allo stesso IP usando host header diversi!) e altro ancora. Tutta questa libertà non viene neppure data a discapito della facilità di gestione, dato che comunque non sarete voi a dovervi occupare degli aggiornamenti di Windows o di attività di amministrazione tipiche (a meno che non lo vogliate); a vostro carico ci sono solo quelle attività che esulano dalla normale gestione di un server di base, ovvero l'installazione e la configurazione di software di terze parti.

Se il problema della scelta è davvero la spesa e non avete alcun bisogno di libertà assoluta o molte risorse, beh allora è vero che servizi di shared hosting come quelli di WebHost4Life o ServerIntellect sono soluzioni valide ed economiche per piccoli siti. Considerate però che se dovete hostare anche solo 3-4 siti, altrettanti piani di shared hosting vi cominciano a costare come o di più di un virtual server dedicato dove potete hostare sicuramente più siti (quanti in effetti dipende solo da voi, che potete stimare di quante risorse ha bisogno ciascuno).

P.S: questo post è stato scritto davvero con l'unico desiderio di dare un buon consiglio a chi si trova ora nella difficile posizione di scegliere un hosting per se o i propri clienti; ne è prova il fatto che i link che ho pubblicato non contengono neppure il referrer ID che mi avrebbe permesso di ottenere un 10% di sconto nel caso di qualche acquisto proveniente da questo blog... 

P.P.S: devo aggiungere che se la spesa NON è un problema, se avete un pubblico solo italiano e se non siete molto ferrati con l'inglese, allora una soluzione italiana è probabilmente migliore (anche se più costosa) grazie ai tempi di latenza minori (se avete un sito con target globale è invece il contrario...) e per la maggiore facilità di comunicazione in caso di chiamate al supporto tecnico...

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Risolvere i problemi di deployment di assembly in GAC

lunedì, 25 febbraio 2008 12.25 by Marco Bellinaso

Se vi trovate a dover aggiornare spesso una DLL in GAC mantenendo uguale lo strong name (quindi senza cambiare la versione, tra le altre cose), potrebbe capitarvi di ricevere un errore tipo (nel caso di SharePoint) "Cannot add the specified assembly to the global assembly cache: SPHelpers.dll.". Prima di risolvere in modo drastico riavviando il server, provate a fermare l'Indexing Service di Windows; potrebbe infatti essere questo ad avere un lock sulla DLL in questione già presente sul file system per un deplyment precedente.

Il problema non avviene invece se si incrementa la versione, perchè in quel caso si copia in GAC un file effettivamente diverso, sotto un'altra sotto-cartella. A me è capitata questa cosa deployando ogni 5 minuti un aggiornamento ad una solution di SharePoint, ma ovviamente lo stesso discorso vale in generale per assembly di altro tipo che finiscono nella GAC.

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Abilitare l'Intellisense per i file di SharePoint in Visual Studio

domenica, 24 febbraio 2008 09.37 by Marco Bellinaso

Se sviluppate soluzioni per SharePoint sapete bene quanti file XML ci si trovi a trovi a dover creare o modificare per realizzare e distribuire webpart, feature, content type, site column e site definition. Giusto per citarne alcuni: manifest.xml, elementManifest.xml, feature.xml, schema.xml, onet.xml ecc. Perdere ore a causa di un GUID sbagliato o di un attributo impostato male è già fin troppo facile...non è il caso di complicarsi ulteriormente la vita scrivendo per forza a mano e a memoria tutto l'XML, con il rischio di dimenticarsi il nome o il casing di un attributo o un elemento, giusto? E' per questo che è bene attivare l'Intellisense per i file XML di SharePoint, nel modo seguente:

1) Andare in "C:\Program Files\Common Files\Microsoft Shared\web server extensions\12\TEMPLATE\XML" e copiare i seguenti file: Wss.xsd, CamlQuery.xsd, CamlView.xsd, CoreDefinitions.xsd
2) Andare in "C:\Program Files\Microsoft Visual Studio 9.0\Xml\Schemas" e incollare i file copiati al punto 1
3) Chiudere e riaprire Visual Studio
4) Verificare che l'Intellisense sia attivo in uno dei vari file XML su cui si lavora, controllando che usi il namespace "http://schemas.microsoft.com/sharepoint/"

  

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Cercare foto sul web con PicLens per FireFox, IE e Safari

venerdì, 22 febbraio 2008 14.02 by Marco Bellinaso

L'ho scoperta da poco e già non ne posso più fare a meno. Si tratta di PicLens, un'estensione gratuita per FireFox, IE e Safari che trasforma il browser in un eccezionale motore di ricerca e visualizzatore di foto. Una volta installata, passando il puntatore del mouse sopra una foto visualizzata da uno dei siti abilitati (Google, Flickr, Picasa, DeviantArt, Smugmug, Photbucket, FaceBook, FaceBook e tantissimi altri) apparirà una iconcina a forma di tasto Play (es: la foto centrale nello screenshot parziale della Google search mostrata qui sotto)

Premendo l'iconcina si entra  in modalità full-screen in PicLens, che mostrerà una sfilza di immagini prese dal sito che si stava visitando, ovviamente contestualizzate alla foto cliccata. La cosa affascinante è che trascinando una bella scrollbar presente sul fondo dello schermo la striscia di foto scorre orizzontalmente, in prospettiva 3D, mostrando le foto successive (o le precedenti, a seconda della direzione dello scrolling).

Su siti con milioni di foto come quelle elencati sopra si possono scorrere foto praticamente all'infinito, in maniera veramente attraente e veloce. Immagino che l'estensione scarichi e metta in cache le foto successive a quelle mostrare di volta in volta, perchè la visualizzazione della striscia aggiornata è veramente immediata. Quindi effetto gradevolissimo, ma anche ottima funzionalità pratica. E' poi ovviamente possibile zoomare una foto tramite singolo click, o ingrandirla a tutto schermo tramite doppio click.

 

Quando la foto è in modalità full-screen è anche possibile attivare la modalità slideshow automatica, oppure cliccare il link in alto a sinistra per andare alla pagina sorgente della foto. Veramente un'estensione consigliatissima, andate a provarla! 

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Convertire codice da VB.NET a C#, e viceversa

giovedì, 21 febbraio 2008 11.28 by Marco Bellinaso

A volte capita di dover convertire in fretta codice da VB.NET a C#, o viceversa. Magari perchè si trova in rete giusto la classe helper che fa al caso proprio, ma scritta in un linguaggio diverso da quello adottato dal proprio team. O magari è un collega di un'altro team (che sviluppa con un altro linguaggio) che ci passa il codice. Non sempre si può o si vuole semplicemente compilare quella classe in un assembly separato e riutilizzarla in quel modo...a volte, per pezzi di codice non troppo grossi, si può decidere di avere tutto all'interno del proprio progetto, in un linguaggio uniforme.

Già da anni ci sono in giro tool per convertire in automatico codice da VB.NET a C# e viceversa; tutti hanno qualche piccolo o grande problema o mancanza però. Problemi di correttezza della conversione in primis, ma anche problemi di interfaccia utente. Il nuovo Code Converter di Telerik si propone come la migliore soluzione free disponibile, offrendo tra le alte cose:

  • Possibilità di convertire file multipli in un colpo solo, scaricando poi un file .zip con l'intero risultato
  • Possibilità di convertire snippet di codice che non costituiscano un'intera classe (come quasi sempre richiesto dagli altri tool)
  • Possibilità di ottenere il codice generato sotto forma di HTML formattato, con syntax coloring e line numbering (perfetto per chi vuole del codice da incollare in un blog)
  • Possibilità di usare il servizio non solo tramite interfaccia web, ma anche tramite gadget per Vista, Yahoo! e Google (e probabilmente a breve tramite add-in all'interno di Visual Studio)
  • Supporto tecnico tramite forum dedicato
Per l'effettiva conversione del codice viene usata NRefactory, libreria open-source sfruttata anche da altri convertitori; a parte la qualità della conversione sono però i dettagli elencati sopra che fanno la differenza in questo caso. Il fatto poi che il progetto sia supportato da Telerik (uno tra i migliori produttori di componenti professionali per .NET) è una garanzia per la qualità del tool.

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FireFox promosso a browser di default

mercoledì, 20 febbraio 2008 11.00 by Marco Bellinaso

Fino a oggi Internet Explorer 7 è stato il mio browser di default, quello che usavo il 90% del tempo. Certo, usavo comunque anche FireFox e Safari per verificare che i miei siti web fossero renderizzati adeguatamente su tutti i browser, ma IE era la mia scelta per la normale navigazione quotidiana, la ricerca e la documentazione professionale. Ma la mia personale classifica di gradimento dei borwser è cambiata un po' alla volta,  fino ad arrivare alla decisione di impostare FireFox come browser di default, e di usare IE7 esclusivamente per i test di rendering.

Forse ho aspettato fino a questo momento per affetto e fedeltà verso i prodotti Microsoft, ma alla fine è la produttività che deve guidare le mie scelte tecnologiche, e IE semplicemente non mi offre quello di cui ho bisogno: stabilità. Quando navigo sono abituato ad avere aperti almeno 10-15 tab, per documenti che apro via via che leggo un articolo, blog, o i risultati di una ricerca. Purtroppo capita almeno 1-2 volte al giorno che IE crasha o si freeza completamente, costringendomi a terminare brutalmente il processo. Ovviamente i tab aperti vanno persi, perchè quasi mai IE riesce a ristabilire la sessione precedente. Il risultato è che ogni volta devo perdere 10-15 minuti per ritrovare nella storia le pagine aperte in precedenza e non ancora lette (il tempo varia da quanto bene mi ricordo il numero e titoli delle pagine che avevo nei tab). Una vera seccatura. Quando poi IE mi dice che è stato il player Flash a causare il problema, mi viene da chiedermi (forse ingenuamente, vista la mia ignoranza degli internals di IE): "ma se un plug-in o un'estensione va in crash, possibile che tutto il processo host debba crashare???". Perchè questi crash capitano molto meno spesso in FireFox, a parità di numero e contenuto di tab aperti? Perchè FireFox in caso di crash riesce a riavviarsi automaticamente riaprendo tutti i tab che avevo aperti (rendendo decisamente sopportabile il crash)?

Il motivo è tutto qui, semplice e banale ma decisamente concreto direi. Nessun ridicolo tentativo di atteggiarsi ad esperto anticonformista anti-Microsoft (tentativo e desiderio tristemente diffuso), solo pragmatismo.

A parte la stabilità, devo comunque dire che l'enorme quantità di temi, plugin ed estensioni disponibili non può che essere affascinante ed interessante. Ad esempio posso usare FireFox facendolo però apparire come IE7 su Vista in (quasi) tutto tramite il tema Vista-aero. O magari posso farlo sembrare Safari su Leopard, senza però dover sopportare tutti i problemi del browser di Apple. Ci sono poi estensioni per tutti i gusti, alcune delle quali, una volta scoperte, diventeranno una specie di droga per chi sviluppa per il web; provate ad esempio FireBug, Web Developer o YSlow. Anche per non-dev ce ne sono di bellissimi, e sicuramente nei prossimi tempi scriverò qualche mini-recensione di quelli che mi piaceranno maggiormente.

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Generare dinamicamente documenti PDF

martedì, 19 febbraio 2008 11.00 by Marco Bellinaso

Gran parte delle applicazioni business-oriented ha bisogno, per un motivo o un altro, di generare al volo documenti PDF: una fattura, una conferma di prenotazione, report di varia natura ecc. In commercio e nel mondo open source esistono varie librerie, per qualsiasi tecnologia, che permettono di lavorare con PDF in "maniera umana", tramite un comodo modello ad oggetti. Per il mondo .NET, le mie preferite sono:

  • iTextSharp: libreria open-source, porting della popolarissima libreria iText per Java. Tempo fa lo sviluppo si era un po' fermato, ma sembra essere ripreso alla grande e l'ultimo rilascio risale al 25 gennaio scorso. La libreria è molto completa e anche leggendo in giro sembra essere molto raccomandata. Per la versione Java originale esiste addirittura un libro, "iText in Action". Purtroppo per la versione .NET gli esempi non sono molto aggiornati, e alcuni proprio non funzionano, essendo nel tempo cambiato qualcosa nel modello ad oggetti. Se avete un po' di tempo da dedicarci comunque direi che ne può valere decisamente la pena, considerate le potenzialità.
  • ABCpdf: è una libreria commerciale che ho avuto modo di apprezzare personalmente. Nonostante il costo sia molto contenuto rispetto ai concorrenti (225€, contro i 350-550 chiesti da altri produttori) è anche quella più completa: ci sono veramente un mare di feature, compresa la creazione di PDF a partire da quasi qualsiasi tipo di immagine, file PostScript e SVG; se avete installato OpenOffice.org può importare anche documenti Word, Excel, Rtf, Lotus e AutoCAD. I documenti (caricati da un file o template esistenti, o creati da zero) possono essere manipolati, fusi assieme, ridimensionati; potete disegnare testo formattato e usare varie primitive grafiche, aggiungere watermark, applicare password o firme digitali, ...Una delle funzionalità che ho trovato comodissime è la possibilità di convertire in PDF anche un documento HTML con immagini, tabelle e quant'altro, compreso il supporto per fogli di stile CSS (la feature è comoda perchè creare un fattura in HTML è senz'altro più comodo che crearla usando le varie funzioni di disegno e stampa di testo basate su attributi e coordinate). Il tutto è pacchettizzato in un'unica DLL 100% managed e molto performante. Insomma davvero un'ottima libreria.
Di librerie ce ne sarebbero molte altre (Dynamic PDF, PDF Creator, TallPDF ecc. ecc.), ma non ho avuto modo di provarle sul serio perchè arrivato a ABCpdf mi sono fermato Laughing Andando in giro per i siti dei vari produttori ho però trovato un controllo free che potrebbe tornare utile: PDFThumbnail.NET. Come suggerisce il nome stesso, questo componente per ASP.NET 2.0 genera dinamicamente un'immagine di preview per il PDF referenziato dalla sua proprietà path. Per chi offre il download di molti PDF immagino che fornire una preview dinamica potrebbe essere una feature piuttosto simpatica (e in questo caso a costo zero).

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Criptare i propri dati sensibili con TrueCrypt

sabato, 16 febbraio 2008 20.22 by Marco Bellinaso

Probabilmente molti di voi si saranno chiesti almeno una volta come sia possibile proteggere file e dati sensibili salvati nel proprio notebook nel caso questo venga smarrito o rubato. BitLocker Drive Encryption è una tecnologia che Microsoft ha introdotto con Windows Vista, che permette di criptare un'intera unità disco (o meglio, cripta un intero volume logico...ce ne potrebbero essere di multipli sullo stesso drive). La chiave per la decodifica può essere salvata su un particolare chip (eventualmente inserito dal produttore nel PC) chiamato TPM (Trusted Platform Module) oppure su drive/chiavetta USB esterno. Per poter funzionare BitLocker ha bisogno di un volume non criptato da cui fare il boot, e il volume criptato dove è installato Vista. Tutto molto interessante; purtroppo però BitLocker è incluso solo con Vista Ultimate ed Enterprise...addirittura i possessori della molto diffusa Business restano esclusi. Per ulteriori informazioni su BitLocker potete fare riferimento a questa pagina, o a quest'altra.

TrueCrypt invece è un tool open-source e cross-platform (esistono versioni per Windows, Mac OS X e Linux) che permette di fare le stesse cose, ma anche più. Infatti oltre ad essere in grado di criptare un intero volume (dalla versione 5.0, rilasciata proprio pochi giorni fa, può anche cifrare l'unità dove è installato il sistema operativo, ed eseguire l'autenticazione in fase di boot) può anche creare dei speciali file -- chiamati file container -- che una volta montati tramite TrueCrypt appaiono come normali unità disco in Explorer, potendo quindi essere sfogliati e usati come destinazione per copiare file, installare applicazioni ecc. Sono una sorta di drive virtuali in pratica, che però sono completamente criptati. L'operazione di decrittazione avviene solamente in memoria al momento delle lettura del file (o parte di esso) da parte dell'applicazione che lo apre.

Una funzionalità molto interessante di TrueCrypt è la possibilità di creare dei volumi nascosti: in pratica viene creato un volume dentro un altro volume gestito da TrueCrypt; ciascuno di questi due volumi ha una diversa chiave per la decrittazione, e quando si cerca di montare il file container TrueCrypt in realtà monterà il volume esterno o quello interno a seconda della chiave fornita. Questa feature potrebbe essere utile nel caso fossimo costretti a rivelare la password del file container: rivelando la password per il volume esterno (che conterrà dei file non-sensibili, lì presenti solo a testimoniare che la password era corretta e che il volume è stato montato) i dati del volume interno e nascosto resteranno al sicuro. Ok, ok, non so quanto sia probabile che qualcuno ci minacci di morte se non gli riveliamo la password del file container, quindi a meno che non lavoriate per la CIA non so quanto sia effettivamente utile questa feature...però fa figo, no? Cool

Un'altra possibilità interessante (e sicuramente più utile concretamente ai più rispetto alla precedente...) è la presenza del Traveler Mode, ovvero la possibilità di creare tramite wizard una chiavetta USB con tutto quello che serve per usare volumi cifrati: il wizard copia l'eseguibile di TrueCrypt (utilizzabile su altri PC senza bisogno di installazione), crea il file container, e opzionalmente crea anche un file autorun.inf che fa partire automaticamente TrueCrypt all'inserimento della chiavetta. Portandomi sempre dietro una chiavetta con file vari personali, questa è una funzionalità che ho molto apprezzato.

Infine faccio notare che essendo TrueCrypt disponibile per Windows, Mac e Linux, un file container creato su una piattaforma può essere successivamente essere aperto da un'altro sistema operativo. In conclusione, è un tool che non potete non provare.

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Tips & tricks per installare Windows sul Mac con Boot Camp

giovedì, 14 febbraio 2008 14.02 by Marco Bellinaso

Sebbene abbia acquistato un MacBook per la curiosità di provare OS X (oltre che per il design dell'hardware) al lavoro continuo ovviamente ad avere bisogno di Windows. Una soluzione per usare Windows (in una delle sue varie versioni) è di eseguirlo all'interno di una virtual machine (Parallels Desktop o VMWare Fusion) ospitata direttamente da OS X. Ho provato questa strada in passato con buona soddisfazione, ma non è per me la soluzione ideale perchè nel tempo mi sono costruito con Virtual PC di Microsoft una vasta serie di VM pronte e configurate per varie utilizzi, e vorrei continuare ad usare quel formato. E' vero che Paralles ha un wizard di conversione verso il suo formato, ma io voglio poter usare la stessa VM sia quando sono on-site dal cliente con il Mac, sia quando continuo il lavoro sul computer fisso di casa dove ho Virtual PC 2007 (che tra l'altro è gratuito, a differenza dei due software citati sopra).

L'altra soluzione è usare il software Boot Camp di OS X Leopard (*) per creare una partizione separata in cui installare nativamente Windows (non virtualizzato quindi). Io ho scelto questa strada proprio per poter installare Virtual PC su un Windows XP di base e riutilizzare poi tutte le mie VM già pronte. Il processo per installare nativamente Windows è veramente semplice:

1) Si lancia Boot Camp e lo si usa per definire una nuova partizione (non si deve far altro che scegliere la dimensione)
2) Si inserisce il CD di installazione di Windows
3) Si riavvia il notebook e quando richiesto si preme un tasto per fare il boot da CD
4) Dalla procedura di installazione di Windows si sceglie di formattare la nuova partizione creata da Boot Camp (io ho scelto la formattazione NTFS veloce)
5) Si procede con la copia dei file e l'installazione tradizione, come se si fosse in un normale PC
6) Terminata l'installazione, quando Windows comincia a rilevare l'hardware e a chiedere i driver, si annulla la rilevazione, si inserisce il DVD di Leopard e si lancia il setup che configurerà per bene e in maniera assolutamente automatica tutte le periferiche: scheda di rete Ethernet, Wi-fi, webcam iSight, trackpad, tastiera, display, scheda grafica ecc. ecc. Non sarà necessario far nulla se non aspettare qualche minuto!
7) L'installazione è completamente terminata; a questo punto riavviando il notebook partirà automaticamente Windows. Se durante il boot si tiene premuto il tasto Option si avrà invece la possibilità di specificare se si desidera avviare Windows o OS X

Sebbene facendo le cose per bene tutto il procedimento sia addirittura banale, vorrei dare qualche specifico suggerimento, con la speranza di risparmiare qualche ricerca su Google.

Versioni di Windows supportate

Le versioni di Windows ufficialmente supportate da Boot Camp sono XP SP2 e Vista. Io ho deciso di installare XP in quanto un po' più leggero di Vista, cosa che mi interessava particolarmente data l'intenzione di usare questa installazione solo come host per virtual machine già piuttosto pesanti. Al primo tentativo ho fatto però l'errore di pensare di poter installare XP non-SP2, e di installare l'SP2 successivamente. Sebbene l'installazione fosse andata apparentemente a buon fine, ho poi avuto un paio di blocchi del sistema che hanno richiesto un riavvio drastico, e non sono più riuscito ad installare il SP2 (mi dava errore "spazio esaurito" nonostante avessi 35GB liberi). Riprovando con un CD di XP già aggiornato con SP2 non ho invece avuto alcun tipo di problema. Per quanto riguarda altre versioni di Windows (ad es. Win2003, che serve nel mio caso) il consiglio è quello di usarle attraverso VPC2007 da XP/Vista.

Espellere il CD di Windows senza bottone hardware

Terminata l'installazione di base di Windows sarà necessario estrarre il CD di Windows e inserire il DVD di Leopard per installare tutti i driver dell'hardware di Apple. Come fare a espellere il CD dal momento che il MacBook non ha un tasto hardware direttamente sul drive, e che il tasto dedicato della tastiera non funziona prima di aver installato i driver appositi? Ovviamente basta seleziona "Eject CD" dal menu contestuale dell'unità, ma per farlo dovreste prima conoscere il "trucco" seguente per fare il right-click :-) Alternativamente basta entrare nell'unità tramite doppio click sull'icona corrispondente sul desktop, e cliccare "Eject CD" dai common task elencati sulla barra di sinistra della finestra. Ammetto con imbarazzo che ci ho perso 2-3 minuti buoni per arrivarci, essendo abituato ad usare il tasto hardware o il menu contestuale (che però non sapevo ancora come attivare). 

Come fare right-click col trackpad monotasto del Mac

In OS X Ctrl+click equivale al click col tasto destro di un normale mouse esterno. In Windows però questo non funziona. La combinazione in questo caso è molto più "originale": bisogna appoggiare due dita sul trackpad (come quando si vuole scrollare una pagina nel browser solo usando il trackpad) e poi cliccare l'unico tasto. Beh, che dire...fa veramente colpo, ma purtroppo in alcune situazioni risulta poco usabile. Quando ad esempio si vuole fare right-click su un link di una pagina web, per aprire la pagina linkata in un tab separato, un qualsiasi movimento delle due dita appoggiate sul trackpad fa scrollare la pagina spostando quindi il cursore dal link puntato, costringendoci a "mirare nuovamente" scrollando un po' su e un po' giù. Fortunatamente è disponibile un altro workaround per il right-click (spiegato subito sotto) che lascerà questa soluzione nativa solo per stupire (positivamente o negativamente...) qualche amico.

Come aggiungere un tasto AltGr alla tastiera del Mac, e usare le shortcut tipiche di Windows

La tastiera dei Mac ha un layout abbastanza diverso da quello dei PC: non c'è il tasto Canc, i vari tasti funzione Fx hanno dei significati diversi, ma soprattutto manca il tasto AltGr. Normalmente AltGr = Altr + Crtl....ad eccezione di quei software che riconoscono specificatamente AltGr per qualche operazione particolare. Ad esempio, con Virtual PC si preme AltGr+Enter per entrare/uscire dalla modalità full-screen, o AltGr+Canc per ottenere da dentro la virtual machine quello che si otterrebbe normalmente premendo Ctrl+Alt+Canc. AltGr però non esiste, e usare Ctrl+Alt+Enter non sortisce lo stesso effetto. La soluzione consiste nell'installare un key remapper come Input Remapper: dopo averlo installato è possibile mappare il tasto Apple destro su AltGr, fn+click su right-click (risolvendo quindi alla perfezione anche il problema precedente) e altro ancora. La documentazione e la stessa interfaccia utente dell'utility nominano sempre il MacBook Pro, ma io non ho avuto nessun problema pur usando un MacBook. Installazione consigliata a tutti quindi.

Rinominare la partizione di Windows, che appare come "untitled" in OS X

La partizione di Windows apparirà come dispositivo "untitled" in OS X, e il suo menu contestuale non avrà abilitato il comando per rinominarlo (almeno è così con la mia installazione, avendo scelto NTFS come file system, invece della FAT32 impostata di default). Basterà però cambiare il nome della partizione direttamente da Windows, rinominando il disco C:, e il nome aggiornato apparirà anche in OS X.

(*) Boot Camp era stato rilasciato in beta per OS X Tiger. Con il rilascio di Leopard la beta è però terminata e Boot Camp è ora disponibile solo con la nuova versione di OS X, e non come download separato.

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Acquistare libri in inglese: Amazon vs. Gorilla.it

martedì, 12 febbraio 2008 10.53 by Marco Bellinaso

L'aggiornamento delle proprie conoscenze è un requisito essenziale per mantenere e accrescere il proprio valore sul mercato, soprattutto se siete dei consulenti. Sul web ormai si trovano articoli e guide gratuite in volontà praticamente su qualsiasi argomento, ma credo che i libri mantengano il proprio "appeal"; vuoi perchè te li puoi portare dietro e leggerli dove vuoi (a letto, sul treno ecc.), vuoi perchè trattano un argomento con un livello di profondità e completezza che una serie di articoli spesso non raggiungono, vuoi perchè (grazie a degli editor e revisori appositamente pagati) la qualità e correttezza è più alta, o perchè semplicemente con un libro si ha un'unica opera organizzata in modo organico che ci risparmia il tempo e la briga di cercare online decine di articoli slegati tra loro (che spesso si sovrappongono più o meno parzialmente) che risulterebbero più difficili da seguire.

Per l'acquisto di libri tecnici in inglese (scelta che consiglio sempre e comunque, perchè la qualità delle traduzioni in italiano spesso non è all'altezza dell'originale) le opzioni principali sono Amazon o l'italiana Gorilla.it. Entrambe le aziende offrono forti sconti sui prezzi di copertina dei libri, fino anche al 40%. Ho voluto fare un confronto tra i prezzi di un eventuale ordine con 5 libri presenti in catalogo da ambo le parti (quelli che effettivamente ho ordinato io non sono ancora tutti disponibili su Gorilla):

Titolo Amazon Gorilla
Asp.net 2.0 Website Programming Problem 26,39 $  38,66 €
Programming Microsoft Visual Basic 2005  32,39 $  43,63 €
Programming Microsoft Asp.net 2.0 Applications: Adv Topics  32,99 $  36,36 €
Professional IIS 7 And Asp.net Integrated Programming  29,99 $  41,99 €
Hard Code  23,09 $  25,45 €
Sub totale:  144,85 $  186.09 €
Spedizione prioritaria (3gg):  59,84 $  4 - 14 € (*)
TOT:  204,69 $ 190 - 200 € 
TOT in €:  140 € 190 - 200 € 

Risulta esserci una differenza di circa il 25% nella spesa finale, a favore dell'acquisto presso Amazon. 50 - 60 € è un risparmio veramente notevole, considerato che comunque non ci si rimette nulla, anzi; ho selezionato la spedizione più veloce e costosa in Amazon, che permette di ricevere i libri entro 2-4 giorni lavorativi, un tempo veramente ridotto e paragonabile ad una spedizione meno costosa all'interno del territorio nazionale. C'è invece il vantaggio che è raro trovare libri non disponibili in Amazon, che debbano essere ordinati appositamente all'editore; nel caso di Gorilla invece vari libri hanno un'attesa di 7-15 giorni (oltre alla spedizione). A conti fatti quindi, a fronte di un notevole risparmio, i libri arrivano anche prima. Se poi non si avesse fretta e si scegliesse una spedizione meno veloce, il risparmio aumenterebbe ulteriormente (diciamo altri 20€).

Se quindi preferisco Amazon per i miei ordini di libri in lingua originale, devo però dire che Gorilla è decisamente la soluzione migliore per comprare libri tecnici in italiano; grazie ai loro sconti è infatti possibile risparmiare parecchio rispetto all'acquisto diretto in libreria.

(*) NOTA: non so esattamente quanto costino le spedizioni di Gorilla. Ho considerato 4-14€ più che altro per arrotondare il totale -- credo che comunque possano essere prezzi perlomeno ragionevoli nel caso di spedizione normale ed espressa, quindi il risultato dell'analisi dovrebbe essere in ogni caso inalterato. Segnalo però che per i residenti a Milano c'è la possibilità di ritirare i libri direttamente presso il magazzino di Gorilla, senza costi di spedizione.

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